PUNK STYLO

Shandon, giovedì 7 ottobre, live @ Rolling Stone, Milano


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Anche quest'anno il canale satellitare "rock tv" organizza presso la discoteca "Rolling stone" di Milano alcuni concerti in linea con la propria programmazione. Giovedì hanno aperto gli Shandon. Nonostante sia un giorno feriale c'è una buona presenza di pubblico, complice anche il fatto che fino alle 22.30 l'ingresso è gratuito. Tra gridolini di eccitazione del pubblico femminile indirizzati ad Olly, cantante e anima del gruppo, parte lo show e si inizia a respirare la solita atmosfera di pace e amore presente in tutte le esibizioni live del gruppo. Le prime canzoni ad essere eseguite sono tratte dal loro ultimo album "Sixtynine". Appaiono subito molto carichi, a differenza del solito. Olly salta da una parte all'altra e ricorda vagamente (so di essere blasfemo a scrivere ciò) Tim Armstrong, pur non tenendo un gran contatto col pubblico, infatti, difficilmente tra una canzone e l'altra interagisce con esso. Si passa quindi a pezzi meno recenti: Washin' machine, Noir, Legacy, Bad smell, My friends, Janet, G.G. is not dead, fino ad arrivare a Drunk, altro brano di Sixtynine, durante il quale compare sul palco il solito ragazzo senza vergogna vestito solamente di un sottilissimo perizoma e di un tatuaggio sulla schiena,spero finto, di un teschio gigante. Siamo a circa tre quarti di spettacolo quando ci regalano, dopo molto tempo, Seek and destroy, cantata unitamente con il front-man dei Madbones, vestito in giacca e cravatta, e ad altri due personaggi mascherati tipo Slipknot. Ci si chiede come mai alcune apprezzabili canzoni degli Shandon vengono eseguite così poco dal vivo; la mia personale convinzione è che gli attuali trombettisti non siano in grado di colmare l'enorme vuoto lasciato dai loro illustri predecessori, inoltre uno dei due si aggira sul palco come uno zombi in maniera abbastanza ridicola, fingendo di suonare una chitarra fatta... d'aria. Si conclude la serata sulle note di The choice, un brano un po' sottotono e francamente un po' banale, almeno nella musica. Poco prima Olly prende per il culo il pubblico perché lo segue mentre gorgheggia sulle note di "Urlando contro il cielo" di Ligabue, dopo di che si ritrova a suonare la canzone finale tra le luci degli accendini accesi, tipo concerto di Alanis Morrisette (con tutto il rispetto). Da apprezzare in ogni caso il fatto che ci hanno risparmiato la solita pantomima "Ragazzi il concerto è finito e ce ne andiamo... No!" sempre piuttosto insopportabile. In conclusione non si può non citare la sempre presente security, sempre attenta ad allontanare dal palco, con i soliti modi gentili, i pericolosissimi praticanti di pogo e body surf. Bravi ragazzi, continuate così; come dicono i punkreas "...trovi la sorpresa all'entrata del locale, una fila di energumeni pronta a far del male. Le magliette parlan chiaro con la scritta sicurezza...". Nonostante la solita nota negativa riguardante questa gente, un'esibizione nel suo complesso molto entusiasmante.

written by Regìs55





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